Vermouth Roletti

Non un vermouth qualunque.

È la riscoperta del nostro passato, della nostra storia. Ma è anche un balzo in avanti, una collaborazione inedita con altre eccellenze del territorio canavesano. Questo vermouth è quindi allo stesso tempo celebrazione del passato e sguardo verso il futuro, un vermouth antico, ma dal gusto quanto mai moderno.

Il 5 gennaio 1896 Giuseppe Roletti apre per la prima volta le porte della sua pasticceria a San Giorgio Canavese. Non è un salto nel buio: aveva già trascorso anni a Torino, giovanissimo, per imparare l’arte del pasticcere nelle migliori botteghe della capitale sabauda. La sua formazione è
completa: pasticceria secca e fresca, confetti, cioccolato, caramelle.

Eppure, la prima volta che il suo nome appare su un documento ufficiale, Giuseppe non viene definito pasticciere, ma “Liquorista e Confettiere”. È il 5 dicembre 1896, meno di un anno dopo l’apertura, quando il Duca di Genova lo riconosce come suo fornitore ufficiale. Non a caso, sulle carte intestate liberty che ancora conserviamo, accanto al nome Roletti compaiono sempre in primo piano le diciture “Liquoreria” e “Drogheria”. Segno che, fin dall’inizio, i liquori erano parte essenziale del suo mestiere e del suo orgoglio.

Di quelle prime bottiglie oggi non resta traccia. Sono scomparse nel nulla, lasciandoci soltanto etichette d’epoca dai nomi evocativi di misteriosi di liquori come Balsamo Jerusalem o Elisir Lunga Vita. Piccoli manifesti di carta che parlano di un sapere antico, dove farmacia, botanica e
chimica si univano per creare liquori dalla forza quasi magica. Viene naturale chiedersi quali profumi e quali sapori si celassero dietro quelle ricette perdute.

Qualche indizio però è rimasto. Sappiamo che Giuseppe aveva rapporti diretti con il Duca di Genova, suo cliente fedele per decenni: ancora in tarda età, il portiere dell’Hotel Ligure di Torino andava personalmente a ritirare i dolci e i liquori che il Duca ordinava da Roletti. E sappiamo anche che nel 1900 Giuseppe scrisse di suo pugno al “Signor Carpano”, salutandolo “con stima”: segno che ebbe contatti diretti con il laboratorio torinese dove, un secolo prima, era nato il Vermouth. È forse lì, tra le mura del più celebre opificio liquoristico, che apprese l’arte complessa e affascinante
del liquorista.

Molte storie purtroppo sono andate perdute con la sua morte improvvisa e con quella del figlio Luigi, scomparso altrettanto giovane. Non abbiamo diari, né memorie scritte. Ma la sua eredità non è svanita: dentro un vecchio armadio è riemerso un patrimonio inestimabile, una raccolta di quaderni e manuali scritti a mano da Giuseppe e da Luigi. Tra questi il Metodo per Liquori datato 5 aprile 1892, firmato Giuseppe Roletti. Un manuale completo che descrive tinture, estratti, sciroppi e ricette di liquori, dai più oscuri e dimenticati ai classici ancora attuali.

È da questo lascito che oggi ripartiamo. Se i dolci creati da Giuseppe hanno saputo attraversare intatti quasi 130 anni di storia, siamo convinti che anche i suoi liquori possano dimostrarsi all’altezza del tempo. La nostra nuova avventura non è soltanto un ritorno alle radici, ma anche uno sguardo al futuro: riportare in vita una parte dimenticata del nostro patrimonio familiare e offrirla di nuovo al mondo.